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Emilio Isgrò è nato a Barcellona Pozzo di Gotto (Palermo) nel 1937. È un artista e scrittore, noto per il linguaggio artistico della “cancellatura”. Nel 1956 esordisce con la raccolta di poesie Fiere del Sud. Nel 1964 realizza le prime cancellature, libri parzialmente cancellati, contribuendo alla nascita e agli sviluppi della poesia visiva e dell’arte concettuale.Molteplici le mostre e le pubblicazioni, tra cui le partecipazioni alla Biennale di Venezia (1972, 1978, 1986, 1993), e il primo premio alla Biennale di San Paolo (1977). Autore del Seme di Expo nel 2015, nel 2016 Palazzo Reale gli dedica una triplice esposizione a Milano. Suoi lavori sono raccolti nelle migliori collezioni museali nazionali e internazionali.
Vive e lavora a Milano.

 

Emilio Isgrò was born in Barcelona Pozzo di Gotto (Palermo) in 1937. He is an Italian artist and writer, known for the artistic language of “erasing”. In 1956 he began writing the poems Fiere del Sud. Internationally recognized for his contribution to contemporary Italian Art, in 1964 he made the first Cancellature, partially deleted books, which contributed to the emergence and development of Visual Poetry and Conceptual Art. He lives and works in Milan.Many exhibitions and publications, including his presence at the Biennale di Venezia (1972, 1978, 1986, 1993), and the first prize award at the San Paolo Biennial (1977). He was the author of the sculpture Seed for the Expo in 2015 and had a major exhibition at Palazzo Reale in Milan in 2016.
His work is represented in the best international museum and institutions.

 

 

Mimmo Paladino è nato a Paduli (Benevento) nel 1948. È un pittore, scultore e incisore italiano. Esponente della Transavanguardia, ha sviluppato un proprio percorso artistico. Nella sua opera ricorrono immagini che rimandano ad un universo arcano e primitivo, dove le forme sono tradotte in segni emblematici e semplificati. Paladino attinge alla cultura artistica occidentale, da cui recupera simboli greco-romani, etruschi e paleo-cristiani e tecniche antiche come l’encausto e il mosaico. Nel 1980 espone nella sezione Aperto 80 della Biennale di Venezia, curata da Harald Szeemann ed Achille Bonito Oliva. Si susseguono da allora le presenze in importanti rassegne internazionali tra cui: Louisiana Museum di Humlebaeck (1982), Documenta 7 di Kassel nel 1987, Gibellina nel 1990, Biennale di Venezia (1988, 2015), Museo Pecci di Prato nel 2003, National Museum di Pechino nel 2004, Palazzo Reale di Milano nel 2011, Guggenheim Museum di Bilbao nel 2015. Vive e lavora a Milano, Roma e Paduli.

 

Mimmo Paladino was born in Paduli (Benevento) in 1948. He is an Italian painter, sculptor and engraver. Member of the Transavanguardia movement, he has developed his own artistic code. He refers to images that point to an arcane and primitive world, where his shapes become emblematic and simple signs. Paladino derives from western art culture, from which he recovers Greek-Roman, Etruscan and Paleo-Christian symbols and ancient techniques such as the encausting painting and mosaic.Included in the Aperto 80 section of the Biennale di Venezia in 1980, curated by Harald Szeemann and Achille Bonito Oliva, Paladino had exhibitions in major international institutions including: The Louisiana Museum of Humblebaeck (1982), Documenta 7 in Kassel in 1987, Biennale di Venezia (1988, 2015), Museo Pecci di Prato in 2003, National Museum in Beijing in 2004, Palazzo Reale in Milan in 2011, the Guggenheim Museum in Bilbao in 2015.
He lives and works between Milan, Rome and Paduli.

Marco Gastini è nato nel 1938 a Torino. È noto per la sua ricerca sulla pittura basata sul segno e sulla presenza spaziale. Nel 1972 presenta a Firenze Lavoro, opera ambientale in cui dipinge fogli di Plexiglas colorato con polvere di cemento e terre accostate a una parete segnata. Le macchie dei pigmenti si evolvono in segni, linee e punti. Accosta alla pittura oggetti e materiali diversi come pergamena e stagno, ferro, legno e vetro e ancora carrube, gesso e piombo su tele o anche carte, tavola o lamiere zincate e pietra. Partecipa alla Biennale di Venezia nel 1976 e nel 1982, anno in cui espone al Lenbachhaus di Monaco di Baviera. Tra le mostre personali: PAC di Milano nel 1984, Kunsthalle di Göppingen nel 2005, accademia delle Belle Arti di Brera a Milano nel 2012, MAMbo di Bologna nel 2013, Museo Pecci di Prato nel 2014.
Vive e lavora a Torino

Marco Gastini was born in 1938 in Turin. He is known for his research on sign-based painting and spatial presence. In 1972 he exhibited in Florence Lavoro, an environmental work in which he painted Plexiglas sheets with concrete powder and earths near a marked wall. The pigment spots evolved in signs, lines, and points. He also paints various objects and materials such as parchments, pond, iron, wood, glass and even carobs, plaster and lead on canvas or galvanized paper, plates or stones. He was included in the Biennale di Venezia in 1976 and 1982, when he exhibited also at the Lenbachhaus in Munich. Among his personal exhibitions: PAC in Milan in 1984, Kunsthalle of Göppingen in 2005, Academy of Fine Arts in Brera in Milan in 2012, MAMbo Museum in Bologna in 2013, Pecci Museum in Prato in 2014. He lives and works in Turin. His work is collected in prominent private collections and institutions.

Aldo Spinelli è cresciuto nella Brera milanese degli anni ’60 e ’70, ha presentato le sue opere in 35 mostre personali e oltre un centinaio di collettive in gallerie e musei di tutto il mondo. La linea concettuale dei suoi lavori l’ha avvicinato al mondo del gioco, come un equilibrista che si regge sulle parole per fare dell’arte un gioco e del gioco un’arte in un continuo e ciclico inseguimento tra forma e contenuto, tra significante e significato. Dal 1991 è membro dell’Oplepo (Opificio di letteratura potenziale) e corrispondente italiano dell’Oupeinpo (Ouvroir de peinture potentielle). Quando non produce arte, scrive per Artribune e Cartography.

Aldo Spinelli raised up in Milan Brera cultural environment of 60s and 70s he has shown his works in 35 solo exhibitions and more than hundred group exhibits in galleries  and museums of all over the world. The conceptual feature of his artistic production has placed him close to the world of games, like a  tumbler between words, in order to turn art into a game and game into  art, in a continuous and cyclic pursuit between form and content, signifier and meaning. 
Since 1991 is a member of Oplepo movement (Opificio di letteratura potenziale) and Italian contributor of Oupeinpo (Ouvroir de peinture potentielle). When he does not produce art , he writes for  Artribune and Cartography.

 

 

Tommaso Tosco nasce a Santena (To) nel 1957, dove oggi vive e lavora. Ceramista e artista poliedrico, alla fine degli anni Settanta, si dedica, a partire da un’attenta ricerca sulla materia, alla scultura e alle grandi installazioni, iniziando proficue collaborazioni con alcune gallerie d’arte contemporanea in Torino, come la Galleria Martano – che già seguiva il lavoro di Nanni Valentini – e la Galleria Luisella D’Alessandro.
Nel 1986 partecipa al prestigioso The International Ceramics Festival di Mino in Giappone.
Collaboratore e amico di Nanni Valentini, dal quale apprende le conoscenze tecniche e la cultura della ceramica, nonché appassionato fruitore di musica contemporanea – dai Landscapes di John Cage alle sonorità new wave dei Talking Heads, alle composizioni sperimentali di Morton Feldman – trasferisce nella sua opera il rigore e l’essenzialità delle forme unitamente all’estro per la sperimentazione sulla materia.
Nonostante l’avviata carriera dai fortunati esiti, alla fine degli anni Ottanta, Tosco si allontana dal sistema dell’arte per motivi personali, continuando, in autonomia, a esperire la ceramica e i metalli.
E’ del 2017 SLIT, la nuova produzione di poderose sculture in acciaio corten, con inserzioni e saldature in argento, realizzate in collaborazione con l’orafo Mauro Bonafede.

Tommaso Tosco was born in Santena (To) in 1957, where he currently lives and works.
Ceramist and polyhedral artist, at the end of the Seventies, dedicated himself, starting from a careful research on the material, to sculpture and large installations, starting a profitable collaboration with some galleries of contemporary art in Turin, like the Martano Gallery – which already followed Nanni Valentini’s work – and the Luisella D’Alessandro Gallery.
In 1986 he took part in the prestigious The International Ceramics Festival of Mino in Japan.
Collaborator and friend of Nanni Valentini, from whom he learned the technical knowledge and the culture of ceramics, as well as passionate user of contemporary music – from John Cage’s Landscapes to the new wave sounds of Talking Heads, to experimental compositions by Morton Feldman – he transferred to his work the rigor and essentiality of the forms together with the inspiration for experimentation on the material.
Despite his successful career, at the end of the 1980s, Tosco moved away from the art system for personal reasons, continuing, independently, to experiment with ceramics and metals.
The new production of powerful weathering steel sculptures, titled SLIT, with silver insertions and weldings, made in collaboration with the goldsmith Mauro Bonafede, is from 2017.

Franco Mello è nato a Genova nel 1945. Artista e designer, ha insegnato Disegno Industriale per la Comunicazione Visiva al Politecnico di Torino. Noto per aver progettato con Guido Drocco nel 1972, Cactus, oggetto iconico del design italiano, il suo lavoro è caratterizzato da uno studio approfondito dell’elaborazione progettuale accompagnato da forme giocose e ironiche.
Ha pubblicato libri d’arte come editore e progettato cataloghi e manifesti per importanti artisti internazionali. A Mello si deve l’ideazione dei gioielli d’artista della collezione SFIORO nel 2016. Tra le esposizioni: The Rock Furniture al Castello di Rivol nel 2002, Provocazioni e Corrispondenze alla Fondazione Plart di Napoli nel 2017 e Radical Design alla R& Company Gallery di New York nel 2017.
Vive e lavora a Torino e Spineto Scrivia (Alessandria).

Franco Mello was born in Genoa in 1945. Artist and designer, he taught Industrial Design for Visual Communication at the Politecnico di Torino. He is known for designing with Guido Drocco in 1972, the design icon “Cactus”. His work is featured by an in-depth study of project design along with playful and ironic shapes. He has published art books as a publisher and designed catalogues and posters for major contemporary artists. Franco Mello is the creator of the artist jewellery collection Sfioro in 2016. Among his exhibitions are The Rock Furniture at the Castello di Rivoli in 2002, Provocazioni e Corrispondenze at the Plart Foundation in Naples in 2017 and Radical Design at the R & New York Gallery in 2017.
He lives and works in Turin and Spineto Scrivia (Alessandria).